Immaginate di trovarvi sulle rive del Danubio, a Budapest, e di inviare un messaggio radio che soltanto il destinatario può decifrare, grazie a una chiave di sicurezza prodotta utilizzando la tecnologia quantistica.
Non è la scena di un film di fantascienza, ma il principio alla base di un esperimento condotto il 29 ottobre 2026 da ricercatori del centro HUN-REN Wigner e dell’Università Eötvös Loránd (ELTE).
Il test, annunciato il 4 novembre, si è svolto presso il Ponte Margherita, uno dei ponti più conosciuti della capitale ungherese, e ha dimostrato una possibile applicazione delle tecnologie quantistiche alle comunicazioni radio.
Un messaggio protetto attraversa il Danubio
Durante l’esperimento, due gruppi di ricercatori, posizionati alle estremità del Ponte Margherita, hanno utilizzato dispositivi radio per scambiarsi messaggi cifrati.
La particolarità non era tanto la trasmissione radio, quanto il sistema utilizzato per proteggere le informazioni.
I messaggi sono stati infatti cifrati mediante chiavi generate con tecnologie quantistiche, rendendo possibile la lettura soltanto a chi disponeva della chiave corretta.
Per la comunicazione è stata utilizzata Meshtastic, una tecnologia che consente di scambiare messaggi attraverso dispositivi radio senza dipendere necessariamente dalle tradizionali reti cellulari.
Secondo i ricercatori, si tratta del primo esperimento al mondo che utilizza chiavi quantistiche per proteggere messaggi trasmessi attraverso una rete Meshtastic.
Una tecnologia complessa, un’idea semplice
Per comprendere il significato dell’esperimento non è necessario conoscere la fisica quantistica.
Quando inviamo un messaggio, i sistemi di crittografia possono trasformarlo in informazioni illeggibili per chi non possiede la chiave necessaria a decifrarlo.
La tecnologia quantistica offre nuovi strumenti per generare e distribuire queste chiavi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza delle comunicazioni.
Nell’esperimento di Budapest, i ricercatori hanno combinato questo sistema di protezione con una rete radio relativamente semplice e accessibile.
Un incontro tra due tecnologie molto diverse che apre interessanti possibilità per applicazioni future.
Messaggi ricevuti anche a 4 chilometri
Le prove non si sono limitate al Ponte Margherita.
Durante ulteriori test, i ricercatori sono riusciti a ricevere messaggi anche da una distanza di circa quattro chilometri, dimostrando le potenzialità della comunicazione radio utilizzata.
Il risultato è interessante perché suggerisce la possibilità di impiegare sistemi di questo tipo anche in situazioni nelle quali le infrastrutture tradizionali di comunicazione non siano disponibili o risultino difficili da utilizzare.
Naturalmente, si tratta ancora di una dimostrazione sperimentale, non di una tecnologia già pronta a sostituire i sistemi di comunicazione quotidiani.
L’Ungheria guarda alle comunicazioni europee del futuro
L’esperimento si inserisce in un contesto più ampio di ricerca sulle comunicazioni quantistiche, un settore sul quale l’Europa sta investendo per sviluppare infrastrutture sempre più sicure.
Anche l’Ungheria partecipa a questo percorso attraverso iniziative scientifiche e tecnologiche dedicate alla protezione delle informazioni.
Il test realizzato a Budapest rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa mettere insieme soluzioni avanzate e strumenti relativamente semplici, sperimentando nuove possibilità di utilizzo.
E così, per un giorno, il Danubio è diventato qualcosa di più di uno dei simboli di Budapest: un laboratorio a cielo aperto per le comunicazioni del futuro.
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