Le relazioni tra Italia e Ungheria guardano a nuove opportunità di sviluppo economico, con Trieste protagonista dei collegamenti tra il Mediterraneo e l’Europa centrale.
A sottolinearlo è Andor Ferenc Dávid, ambasciatore d’Ungheria in Italia, che in un’intervista pubblicata il 5 novembre 2026 da Italpress, nell’ambito di Diplomacy Magazine, ha evidenziato le prospettive di una cooperazione sempre più ampia tra i due Paesi.
Al centro delle sue dichiarazioni, il ruolo delle piccole e medie imprese, gli investimenti, la ricerca e l’innovazione, ma anche un progetto di particolare interesse per il Friuli Venezia Giulia: lo sviluppo dei collegamenti logistici attraverso il porto di Trieste.
Il porto di Trieste, una porta verso la Mitteleuropa
Tra gli esempi concreti di collaborazione economica, l’ambasciatore ha citato l’investimento in corso nel porto di Trieste insieme a partner italiani, destinato a offrire nuove possibilità di accesso ai mercati dell’Europa centrale e dei Balcani occidentali.
Il riferimento si inserisce nel più ampio progetto di sviluppo del terminal di Noghere, sostenuto dall’impegno della società ungherese Adria Port e dalla cooperazione istituzionale tra Italia e Ungheria.
Già nel febbraio 2026, un incontro tra i rappresentanti dei due governi aveva confermato l’importanza strategica dell’investimento per rafforzare i collegamenti tra il Mare Adriatico e l’Europa centro-orientale.
La posizione geografica di Trieste rappresenta infatti un elemento fondamentale per lo sviluppo di nuove connessioni commerciali, grazie alla sua funzione di punto d’incontro tra le rotte marittime internazionali e i mercati dell’entroterra europeo.
Nuove opportunità per le imprese italiane e ungheresi
Un altro tema centrale dell’intervista riguarda il rafforzamento dei rapporti tra le piccole e medie imprese, considerate dall’ambasciatore una componente essenziale delle economie dei due Paesi.
Secondo Dávid, mentre le grandi aziende dispongono generalmente di strutture autonome per individuare mercati e partner internazionali, le imprese di dimensioni più contenute possono beneficiare maggiormente del sostegno delle istituzioni e delle reti di collaborazione.
In questa prospettiva, incontri tra aziende, eventi B2B e iniziative di promozione economica possono favorire la nascita di nuovi progetti comuni.
Particolare attenzione viene riservata ai settori nei quali l’Ungheria presenta competenze e opportunità di sviluppo, tra cui tecnologia, ricerca, energia, meccanica, logistica e industria farmaceutica.
L’ambasciatore ha inoltre ricordato il contributo delle grandi banche italiane presenti sul mercato ungherese, il cui patrimonio di competenze può rappresentare un supporto anche per le imprese interessate a sviluppare attività tra i due Paesi.
Un rapporto costruito anche sulla storia e sulla cultura
La cooperazione tra Italia e Ungheria non si limita all’economia.
Nel corso dell’intervista, Dávid ha richiamato anche i profondi legami storici e culturali tra i due popoli, dalle relazioni sviluppatesi durante il Rinascimento alla partecipazione di volontari ungheresi al Risorgimento italiano.
Un riferimento particolare è stato dedicato alla solidarietà dimostrata dall’Italia nei confronti dei profughi ungheresi dopo la rivoluzione del 1956, quando numerose persone trovarono accoglienza e la possibilità di costruire una nuova vita nel nostro Paese.
Sono legami che continuano a rappresentare una base importante per il dialogo e la collaborazione tra Italia e Ungheria.
Trieste, un punto d’incontro tra territori ed economie
Le dichiarazioni dell’ambasciatore confermano il valore strategico di Trieste nelle relazioni tra Italia, Ungheria e area mitteleuropea.
Accanto alla sua tradizione storica e culturale, la città può svolgere un ruolo sempre più importante nello sviluppo di collegamenti logistici, relazioni imprenditoriali e nuove opportunità di collaborazione internazionale.
Una prospettiva nella quale cultura, economia e relazioni tra territori diventano elementi complementari di uno stesso percorso di crescita.
Il rafforzamento della cooperazione italo-ungherese e gli investimenti nel porto di Trieste rappresentano così un’opportunità non soltanto per i due Paesi, ma anche per una più ampia rete di collegamenti con l’Europa centrale e i Balcani.

